sabato 20 ottobre 2007

Inconsapevolmente infida tecnologia

Ho da poco scoperto che posso giocare a bowling comodamente sdraiata sul divano, con tanto di pantofole e copertina. Nel frattempo, ovviamente, chiacchiero con quarantacinque persone diverse, di cui un paio, preferibilemente, residenti in Cina o Venezuela.
E la lontananza non influisce. Ho a disposizione innumerevoli faccine idiote per mostrare quanto sia loro accanto: una decina di omini che ridono (alcuni che addirittura si rotolano), una dozzina di personaggi che piangono, ognuno con un pathos diverso, e pernacchie, saltelli, occhi dolci e chi più ne ha più ne metta.
E non mi devo preoccupare di arrivare fino all'edicola (fosse mai che metto piede al freddo) un paio di tasti e anche il quotidiano tramite web è a casa mia - dietro lo schermo, ma c'è!
Ma io chiedo, a me e a voi accaniti usufruitori : siamo proprio certi che assecondare la nostra pigrizia con i trucchetti della tecnologia sia un bene?
A volte ho l'impressione che per ogni maledetto tic della testiera ci sia un'emozione, una sensazione che si perde.

Cercare di trovare una posizione comoda per leggere il giornale, che è troppo grande per sfogliarlo,che poi finisci a terra con i fogli sparpagliati e tu che giri attorno saltando da un articolo all'altro.
E trovare una lettera per te tra la posta, tenerla tra le mani finchè sei da sola, godendoti l'attesa.
E una risata di cuore, un occhio che non sia lucido di pixel, un abbraccio che non sia solo virtuale.

Nè anacronismo nè malinconia.

E' questione di essere avidi di emozioni, che siano intense o sottili, ma che devono essere strappate con forza dall'attimo. E che la tecnologia (ancora non ho capito se infida o inconsapevole) ha il vizio di nasconderci.

2 commenti:

Niko ha detto...

Stesso discorso lo si leggeva sui primi paginoni d'informazione indipendente riguardo all'abominio del telefono (ah, quanto più pathos nel comunicare col telegrafo!!), o lo si sentiva sulle frequenze delle radio libere per la mancanza di umanità della lavastovigle in sostituzione dell'olio di gomito al lavatoio del paese. Ma sono certo che pure Gutemberg si sarà sentito accusare di appestare l'arte della calligrafia o dell'amabile tradizione orale (destinata immancabilmente a perdersi per sempre, secondo le cassandre della tecnica) con la sua invenione.
La più grossa banalità la scrivo in grassetto: DIPENDE TUTTO DALL'(AB)USO CHE SE NE FA.
Certo fa tristezza pensare a qualcuno che cerca l'amore su Intrnet (non che al telefono sia meno virtuale o miserrimo...) o che non esce mai di casa, ma poter scrivere in tempo reale con un'amica lontana è una fortuna che la nostra generazione - per prima nella storia - ha avuto, e bisognerebbe rallegrarsene.
Il foglio e la penna sono sul tavolo, la gente fatta di carne sangue e sentimenti è in strada, non diamo la colpa al pc se non vogliamo accorgercene.
In fondo c'è un tempo per vivere e un tempo per Internet, dicono le sacre scirtture...

McBinda ha detto...

sai che non avevo visto il tuo pos prima di scrivere il mio su moodle?singolare...