sabato 12 gennaio 2008

Second Literary Contest: M.P.

La vita è un cornicione e io sto per buttarmi

Cronaca Veritiera di una notte surreale

Tirò un respiro, uscì dalla palude d’incertezze in cui si era incagliato e si issò sul cornicione.

Il freddo era pungente, una spina dolorosa che gli graffiava il viso e le mani, ma cercò di ignorarlo, per quanto possibile. Guardò di sotto: le luci della strada sembravano lontane e offuscate, fioche fioche attraverso il sottile sudario di neve che si poggiava sulla città, un velo diafano che un pennello sapiente aveva apposto come tocco finale ad un notturno niente male, di quelli che vale la pena fermarsi a guardare, anche solo per un’occhiata veloce.

Chiuse gli occhi e si preparò all’ultimo, spettacolare tuffo, quando sentì uno strattone sul fondo dei calzoni. Chiedo, scusa, potrebbe farsi in là? Dovrei buttarmi anch’io. Rimase per un attimo senza parole, Oppure si sbrighi, và, non è che voglio metterle fretta, e che sennò mi passa la voglia, Ma scusi, non le sembra un po’ maleducato? Assolutamente no, questo è un paese libero, e lei sta privandomi della possibilità di suicidarmi, perciò è un oppressore, a modo suo, scusi, sa…

L’uomo si sporse dalla finestra e, con poche agili mosse, si sedette sul cornicione, giusto a fianco dell’aspirante suicida (a rigor di logica lo erano entrambi, ma voglio che questo titolo appartenga al primo, anche solo per la sua tempestività) Beh, non si butta? Chiese docilmente, accendendosi una sigaretta, Come faccio con lei che mi guarda? Ho bisogno di concentrazione, Non sia timido, suicidarsi è un atto programmatico, non crede? Poche, semplici mosse sequenziali ed è fatta, perciò si spicci, se può, che mi sto congelando, Il freddo dovrebbe essere l’ultimo dei suoi problemi, ora come ora, Si, ma non voglio che il mio cadavere abbia il moccio al naso, voglio una morte decorosa, per quanto possibile.

L’aspirante suicida si sedette sul cornicione, a fianco del secondo aspirante suicida (alla fine ho concesso questo titolo anche al secondo personaggio, evitando così una fastidiosa gerarchia protagonistica). Avrebbe una sigaretta? Certo, ma badi, questa roba è veleno, Suppongo sia inutile farle notare le contraddizioni di questa affermazione, Quali contraddizioni? Il fumo uccide, è scritto anche sui pacchetti, mica me lo sto inventando, Lasci perdere. Fatte due boccate, l’aspirante suicida si rese conto di non aver lasciato nemmeno una lettera d’addio, e ci rimase male; in fondo, qualcosa in questo triste mondo voleva pur lasciarla, andarsene così non era bello, gli unici che avrebbero parlato di lui sarebbero stati i poliziotti incaricati di scrostare il suo sangue dall’asfalto, e sicuramente non ne avrebbero parlato bene... E non voleva certo che il suo nome fosse pronunciato per l’ultima volta su questa terra accoppiato ad una bestemmia, non sarebbe stato certo un epitaffio da ricordarsi. L’altro futuro cadavere gettò la sigaretta nel vuoto, Ci ha ripensato? Chiese. Stavo pensando che qualcuno dovrà fare gli straordinari per pulire i miei resti, domattina, Non se ne faccia un cruccio, magari passerà un netturbino con quelle macchine con le spazzole e la cosa si sistemerà in un attimo, Magari si, Vede? Non ha senso starsi a preoccupare, allora, si butta? Perché non si butta prima lei e mi fa vedere come si fa? Non posso, Non può? La gente che passa davanti nelle file è estremamente maleducata, Le cedo volentieri il mio posto, Non si preoccupi, tanto non devo andare da nessuna parte.

Scese ancora il silenzio, e faceva freddo. D’un tratto il primo suicida chiese all’altro: Ma lei perché si butta? Io? Mi butto per vendetta, Non la seguo, Mi vendico di questo schifo di mondo privandolo della mia persona, non le pare una buona motivazione? Ottima, Vede? Del resto, anche lei lo fa per lo stesso motivo, un suicida non inscena altro che uno sciopero bianco, incrociando le braccia, se così si può dire, e turandosi le orecchie, sordo ad ogni tipo d’obiezione. Lo sa che ha detto una cosa intelligente? La ringrazio, è il mio lavoro, Cosa fa? L’Involontario Salvatore di Esistenze, Come, scusi? Mi trovo a salvare delle vite senza volerlo...sa, da un paio d’anni a questa parte il mio odio verso la vita ha una sorta di ritorno ciclico: ogni manciata di giorni sento il bisogno di farla finita, Mi dispiace, Non si dispiaccia, il fatto è che, per uno strano scherzo del destino, ogni volta che mi affaccio su di un cornicione trovo sempre qualcuno che sta per buttarsi, e in quel momento (spinto soprattutto dal nervosismo per l’imminente spiaccicamento) comincio dei dialoghi che si concludono immancabilmente con l’aspirante suicida che rientra in casa dalla finestra, lasciandomi solo sul cornicione, completamente svuotato del desiderio di tuffarmi e un po’ inorgoglito per aver salvato una vita, Perdoni l’indelicatezza, ma quante volte ha tentato di buttarsi? Circa duecento, Caspita, ha praticamente ripopolato un piccolo villaggio, Già, e nessuno che ti ringrazi.

Si accesero altre sigarette e parlarono fino all’alba, quando L’Involontario Salvatore di Esistenze se ne andò, alla ricerca di un bar aperto, per brindare con caffè alla duecentodecima vittoria sulla morte e sconfitta dalla vita.

M.P.

10 commenti:

Palo Coelho ha detto...

Mentre il mio fa schifo ai più (anche se mi sono comprato un cane da guardia di quelli feroci), questo mi piace. Diciamo che non mi fa impazzire. Preferivo la prima versione. Non ti arrabbiare Mà. Anzi sono più contento visto che quella ce l'ho solo io. Nihii

valefree ha detto...

magnifico... sei il migliore

Anonimo ha detto...

Racconto azzeccato. E sapiente uso delle parole-chiave, stemperate in maniera dolce all'interno del brodo del racconto. Unica perplessità, qualche latitanza della punteggiatura, che confonde un po' la trama finendo per complicare anzichè semplificare (che, credo, fosse l'intento dell'autore) ... magari nella prima versione era più curata, chissà! ;) Devo chiedere a Coelho......
....Ammesso che mi voglia parlare, visto che è il secondo racconto che gli sblasto!! ;)
Scherzi a parte... complimenti, buono scritto, mi piace.

D.

M.P. ha detto...

@D.
Giusto per puntigliosità, la punteggiatura è volutamente frammentaria, ed è ispirata alla prosa di uno dei miei autori preferiti: José Saramago.
Comunque, grazie per il tuo apprezzamento, è bello incontrare i favori del pubblico:)

Anonimo ha detto...

Proprio perchè troppo ispirato a Saramago (adoro Cecità, è uno dei miei libri preferiti), è secondo me "fuori luogo".
Ritengo, opinione personalissima, che un buono scrittore deve liberarsi delle influenza, trovare la propria strada, che può passare VICINO a quella di un altro..ma non SOPRA. ;)

Saluti e ancora complimenti
D.

McBinda ha detto...

Questo è piuttosto bello. Credo che M.P. sia il produttore più goloso di racconti brevi che abbia mai calcato le scene di questa millenaria entità metafisica.Mi è piaciuta molto l'aria che si respirava dal cornicione. Ne ho inspirato ampie boccate e ne ricordo tuttora l'odore ed il pizzicorìo che mi ha lasciato in gola.Non sono un aspirante suicida,stavo semplicemente celebrando l'evocativa suggestività del racconto in questione.Giusto per curiosità...si potrebbe dare un'occhiata alla versione originale, di cui il Palo di Merda lusitano vanta il possesso?Ulteriore parentesi...spezzerei,ancora,una lancia in favore del somM.oP(la mia è una provocazione,Dear D.):se non è parte del processo creativo attingere ed appogiarsi ai nostri autori più influenti,cosa lo è?La scrittura,credo, è creatività ma anche tecnica...se escludiamo dunque il nostro intero bagaglio culturale,valevole di ispirazione,con quali miseri mezzi potremmo sorreggerci nell'intento di produrre un pezzo di carta scritta?forse con quelle poche "boiate"che ci hanno inculcato nei nostri anni migliori?Forniscimi una risposta che,ne sono sicuro, se mi convincerà,farà si che io possa ancora una volta rivoluzionare il mio punto di vista.

Grazie

Anonimo ha detto...

Non è di esclusione che parlo ma di FUSIONE: è SACROSANTO appoggiarci ai nostri autori preferiti purchè siano NOSTRI: quando si ricama troppo intorno a una trama sola, la trama risalta, e si individua il filo del ricamo. Per come la vedo io, bisogna confondere le acque.. Ma no, sento che non ti sto convincendo. Allora, faccio di meglio. Ti rimando a Santa Maradona, film che forse conoscerai, forse no, non è un capolavoro ma è un piacevole filmetto italiano. Ora, ti prego, se ti va, di noleggiarlo e vederlo. A un certo punto vedrai Accorsi (uno dei due protagonisti) recarsi in un'edicola per comprare (sembra) dei Porno. Verrà fuori tutt'altro...e Libero D'Arienza (l'altro protagonista) farà un discorso che riassume ESATTAMENTE quello che intendo io.
Quindi, aggiorniamoci. Se ti va, guarda questo contributo di cui ti ho parlato...e poi ti aspetto qui.

Un saluto
D.

Anonimo ha detto...

incredibile! leggendo M.P. non si può non perdersi in quello che racconti. mi sono visto sul tetto a vedere questi due matti sul cornicione...e me ne sono tornato qui a casa felice come un pasqua! mi sento come protetto da un supereroe, il Salvatore di Esistenze. ora posso sentirmi al sicuro quando balenano idee suicidarie. :)

ah! visto che mi trovo...
se gli piace scrivere così e anzi ne esalta la sua creatività, ben venga allo scrittore (chiunque esso sia)
se poi riuscirà anke ad inventarsene una sua strettamente personale...tanto di cappello! ma fino a quel momento (se proprio di momento possiamo parlare) ritenersi un fedele discepolo del proprio artista preferito credo porterà lo stesso tanta gioia.

"avanti co' stò Cabo!!"

Nick Stu ha detto...

Io sarei contento se gli anonimi si firmassero con dei nomi, anche falsi se vogliono ;-) o anche anonimo1 e anonimo2. solamente per distinguerli tra loro... mica perché voglio sapere chi sono (ci mancherebbe che uno si firma anonimo e io gli chiedo chi è...)

Il racconto è bello secondo me...
lo stile di Saramago è semplicemente un modo di esprimersi da lui usato, non c'è nessun motivo per cui se a me piace debba impormi di non usarlo. inventare è mettere a disposizione del mondo, e Saramago ha messo il suo stile a disposizione del mondo, io credo

Anonimo ha detto...

non lo chiedi ma lo hai fatto...a paraculo!!! =)